“Una scossa positiva”. Questo si attende Gabriele Veneri, Presidente degli orafi CNA, dalla Fiera di Vicenza che aprirà sabato.

“Il nostro settore ne ha veramente bisogno perché continua a vivere una fase di stagnazione. Il mercato interno non offre, purtroppo da tempo, spazi sufficienti. Quelli esteri sono fluidi ed alcuni si stanno restringendo. Penso, in modo particolare, ai paesi arabi che hanno rappresentato finora un importante punto di riferimento. La bussola ci indica quindi gli Stati Uniti, il nord Europa e i paesi asiatici. E la chiave di accesso continua ad essere rappresentata dal Made in Arezzo e dal Made in Italy, cioè dagli elementi di creatività, qualità e perfezione stilistica dei nostri prodotti”.

Gli orafi italiani mettono in fondo al mazzo la carta del prezzo: “da questo punto di vista – commenta Gabriele Veneri – non siamo assolutamente competitivi. E non possiamo esserlo indipendentemente dalle nostre scelte imprenditoriali e di strategia commerciale.  Tutti gli indici sono più alti rispetto agli altri paesi: costo del lavoro, tassazione, peso della burocrazia. E alle scelte dei nostri governi si sommano quelle dei paesi nei quali importiamo che spesso e volentieri applicano altissimi dazi doganali”. E se i nostri prodotti in oro e argento non entrano in altri paesi, è allora facile che quelli degli altri entrino in Italia. “Anche questo – commenta il Presidente degli orafi CNA – è un tema che andrà affrontato. Per alcune tipologie di prodotto, legate soprattutto a bigiotteria e argento, il nostro sistema distributivo preferisce acquistare all’estero piuttosto che in Italia. Ovviamente per ragioni di prezzo. Ma questo non è accettabile: i produttori italiani creano ricchezza in questo paese, danno lavoro, creano professionalità, contribuiscono fortemente all’immagine complessiva del Made in Italy. Governo e Parlamento devono mettere nelle loro agenda la giusta tutela di questi produttori. D’altronde non possiamo incontrare barricate quando esportiamo e stendere tappeti rossi a chi arriva quando importiamo. Chi lavora e produce in Italia deve essere valorizzato e non penalizzato. Diritti e doveri devono essere eguali per tutti”.

CNA sollecita quindi una diversa e più incisiva azione da parte del Governo: “alcuni temi, come quelli dei dazi, fanno ormai parte della storia dell’oreficeria e quelli della tassazione e della burocrazia sono parte organica della storia economica del paese. E’ l’ora dei fatti e non più delle enunciazioni di principio”.

La Fiera di Vicenza sarà un test importante sul prossimo andamento del settore. “CNA sarà presente come ad ogni edizione e il suo stand sarà tra i più completi e rappresentativi dell’intera fiera – conclude Gabriele Veneri. Questo è un segno di come CNA creda nel settore orafo e di quanta fiducia gli imprenditori assegnino alla nostra associazione. Tutto questo è motivo di speranza per il futuro: sono consapevole che la battaglia è difficile ma sono anche certo che questo settore conoscerà una nuova e positiva stagione grazie al dinamismo degli imprenditori, alla professionalità della manodopera e a quella che speriamo essere una nuova e più incisiva azione delle istituzioni”.

 

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